giovedì 26 marzo 2015

Se Nessuno si salva da solo, chi salverà nessuno?

Se Nessuno si salva da solo, chi salverà la famiglia? O chi, almeno, ci proverà Gaetano (Riccardo Scamarcio) e Delia (Jasmine Trinca) ci provano: a fare una famiglia, a vivere nonostante tutto, ad accordarsi su un futuro, il loro, che sembra fumoso e lontano dal tavolo del ristorante dove si trovano a discuterne. 

Attorno a loro un vortice di ricordi, di momenti indimenticabili e fastidiosi dolori. Di errori e decisioni prese, torti fatti e subiti, di ragioni e quotidianità. In una storia, d’amore e famiglia, che si compone tra le mani degli spettatori, grazie ad un gioco abile e misurato in bilico fra il passato prossimo e il presente indicativo.


La storia di Delia e Gaetano, due genitori tra i tanti in una vita tra le tutte, esce dalle pagine e dal cuore di Margaret Mazzantini, autrice del libro e sceneggiatrice del film, diretto dal di lei marito Sergio Castellitto. Una coppia impegnata a raccontare la storia di una, un’altra, coppia.

A scandagliarne il dolore del fallimento ma, anche e per fortuna, a riaccenderne speranze. Perché quando a fine serata, una coppia di qualche decennio più anziana che qualche tavolo più in là festeggiava e brindava, si avvicina, Delia e Gaetano possono accogliere la lezione di vita che non si aspettavano.

E allora ecco tutto torna in discussione. Perché a casa, quella che è stata la loro casa, ci sono due bambini ancora piccoli, con un domani da decidere e un presente confuso tra le lacrime e le accuse, reciproche, dei grandi. Nel piatto, di questo film come in quello della vita di tutti i giorni, ci sono tanti problemi reali e molte situazioni che con una buona dose di pazienza e qualche grammo d’amore diverrebbero, almeno in parte, superabili.


Ma ci vuole tanto e condiviso impegno, per far sì che il cibo da delizia del palato non diventi la valvola di sfogo della frustrazione; che il tradimento, le recriminazioni, la noia, le responsabilità non saturino l’aria e che gli spazi, fisici e non solo, non arrivino a stringere la gola fino a trasformare in claustrofobica una casa che era un nido.

Perché Nessuno si salva da solo. Anche se nulla è perduto e “non è finita finchè non è finita”.
Da vedere perché: Delia ama i film con i finali aperti. E…


Emanuela Macrì

foto fonte web
Pubblicato su La Voce del Trentino il 25.03.2015