Galleggia tra magia e realtà, tra colpi di scena e
piccole truffe per sopravvivere o per attrarre amori passeggeri, il nuovo film
di Louis Leterrier, un thriller giocato sulla teatralità dei
protagonisti ed i numeri, magici, che mettono in scena. Pochi gli ingredienti,
ma dosati con sapienza: quattro illusionisti (Jesse Eisenberg, Isla Fisher,
Woody Harrelson e Dave Franco) che prenderanno il nome di "Quattro
Cavalieri", un vecchio mago svendutosi alla tv nel ruolo di svelatore
di trucchi (Morgan Freeman) ed un agente, nevrotico, dell'FBI (Mark
Ruffalo) affiancato, suo malgrado, da una collega dell'Interpol (Mélanie
Laurent).
A muovere i fili dell'azione è uno sconosciuto
demiurgo, che si occupa di convocare i quattro per commissionare loro un lavoro
che non rifiuteranno. Dopo un anno di preparazione, sui palchi dei maggiori teatri
USA, verranno portati numeri di alta magia a forte impatto visivo ed emotivo,
con un solo scopo: migliorare le condizioni economiche degli spettatori, con
mirabolanti piogge di denaro, non solo metaforiche.
Più moderni Robin Hood che novelli cavalieri erranti,
i quattro protagonisti dimostreranno una decisa propensione alla teatralità
spruzzata dalla sfrontatezza di chi si giudica invincibile. Il guanto di sfida
lanciato all'FBI, in questo senso, è funzionale ad insaporire questa pellicola
dal ritmo sostenibile, dalle scenografie opulente ed una trama che attrae
sgusciando tra l'inaspettato e l'irreale, come vorrebbe il miglior numero
d'illusionismo possibile.
A difettare nel quadro generale è la
caratterizzazione, sfumata, dei personaggi di cui non conosceremo il passato e
nemmeno il futuro, e che lasceranno alcune domande in sospeso. Ma questo, a ben
vedere, è un aspetto in linea con i principi fondanti di questa storia, che fin
dall'inizio fa dire ad uno dei protagonisti: "più vicini sarete, in realtà,
meno vedrete".
Convince, invece, la sottotraccia, il messaggio
volutamente lanciato da regia e sceneggiatura (Ed Solomon, Boaz Yakin, Edward
Ricourt) che fanno dialogare, e vincere, i desideri ed i bisogni della società
con e contro il potere economico impersonato da Arthur Tressler (Michael Caine)
e quello mediatico Thaddeus Bradley (Morgan Freeman). Certo, bisogna scavare
per arrivare a questa lettura. Ma anche questo rientra nell'essenza del film,
che sotto la corazza scintillante della spettacolarità nasconde un messaggio
importante.
Dietro le luci di Las Vegas e le affollate notti
newyorkesi vediamo il tramonto del sogno americano che si svela fallito nei
miseri conti in banca rivelati dagli spettatori durante un numero di magia, e
dalle cicatrici lasciate a New Orleans dal passaggio dell'uragano Katrina. I
Quattro Cavalieri, in buona sostanza, sebbene non conoscano l'identità di chi
ha commissionato loro il lavoro, ne hanno compreso le nobili finalità: portare
sotto i riflettori la fine di un mito.
Now you see me – I maghi del crimine risulta,
quindi, un buon prodotto cinematografico, che vince non solo per una
sceneggiatura che si preoccupa di seminare qua e là sospetti ed indizi dubbi,
ma anche per la spettacolarità delle inquadrature che regala in rapidi cambi di
scena. Dalle panoramiche su una sfavillante Las Vegas, agli inseguimenti in
soggettiva, dalle strade di New Orleans alle riprese aeree su New York, fino
all'interno dei teatri, grazie ad una fotografia nitida e dai colori caldi.
Da vedere perché: non è un film su prestigiatori e
saltimbanchi, e nemmeno un movimentato poliziesco, ma un buon thriller che non
vi toglierà il fiato, ma saprà incuriosirvi dal primo all'ultimo fotogramma.
Emanuela Macrì
Pubblicato
su La Voce del Trentino il 20 luglio 2013
