Quante ragioni può trovare, una donna,
per dire no?
A Veronica ne basterebbe una, una soltanto, per liquidare la
questione in modo semplice e secco, per rifiutare una proposta tanto spavalda
da risultare irriverente. E invece sì. La risposta sarà un sì, che
prenderà la forma di una storia (insolita) e inaspettata, pronta a
riempire giorni in bilico fra singletudine e sogni, in attesa del ritorno del
(vagheggiato e inconsapevole) principe azzurro, assentatosi momentaneamente per
questioni legate alla professione.
Una ragione per dirti di no (ed. Sperling & Kupfer) esce
dalla penna di Linda Ferrer, una scrittrice che per l’occasione usa
uno pseudonimo. Un libro che mi trovo, per caso, tra le mani e
consumo, fluidamente, in pochissimo tempo. Un’intervista che non immaginavo di
poter fare. Una donna che non pensavo di poter incontrare. E invece sì.
«Non è il mio primo libro – racconta Linda –
ma, sino ad oggi, mi sono cimentata con altri generi letterari. Una
ragione per dirti di no è nato, quasi spontaneamente, in un
periodo di riflessioni personali. L’ho scritto praticamente di getto, in poco
più di un mese.
È stato un compagno di vita con cui ho
condiviso le pause pranzo, moltissime serate e i week end. Un lavoro che ha
preso forma mentre sotto i miei occhi sfilavano situazioni e circostanze delle
quali nutrirsi e prendere spunto. Assorbivo e non riuscivo a staccarmi dalla
scrittura».
Il mio stupore è, con ogni probabilità,
leggibile nell’espressione. «No, non è un libro autobiografico.
O meglio: non del tutto» precisa l’autrice. «Veronica e Linda non
sono la stessa persona, anche se entrambe, per certi versi, mi e ci
somigliano». Un sorriso «Somigliano alle donne, in generale. Ma non a tutte».
La differenza sta in quel coraggio di
lasciarsi andare, di slegarsi dall’esercizio dell’auto-giudizio che spesso,
umanamente, impedisce di vivere alcune situazioni con la giusta serenità. La
sfrontatezza, per certi versi, di accettare una proposta a tinte forti, anziché
irritarsi. Ad attendere la protagonista del romanzo ci saranno molta vita
vissuta e momenti che nel racconto si insaporiscono di sfumature piccanti
annaffiati da colorata intimità; situazioni sempre nuove, audaci ma non prive
di senso. Ogni nuovo appuntamento, infatti, arricchisce il “percorso formativo”
di Veronica andandosi a collocare quale tessera perfetta nel
puzzle di questa storia - non storia.
E se tutto di Veronica ci
viene raccontato, dal tormento di un messaggio che non arriva, all’amicizia di
Sara in cui rifugiarsi, poco sappiamo di Fabrizio, l’affascinante
vicino di casa. Proprio lui che quella sfida l’ha pensata e lanciata. Proprio
lui che oscilla tra la figura dell’uomo ideale e quella dell’ermetico
seduttore.
Chiedo, curiosa, qualcosa a proposito del
personaggio maschile: «Beh, non è poi diverso da Veronica.
Anch’egli, infatti, vive l’emozione di questa storia, anche se la comunica in
maniera diversa. Ma la storia è narrata dal punto di vista femminile. E il ritratto
di lui è, pertanto, volutamente parziale».
Ma qualche particolare parla della sua
anima. «Certo. Diciamo che ho preferito fossero le parole a tratteggiare la
figura di Veronica, lasciando i gesti e il non-detto a raccontare Fabrizio.
Tutto all’interno di un’atmosfera che vira dalla sfida al gioco e muta
continuamente pelle».
Con dovizia di particolari, peraltro. «Ho
preso la decisione di non tralasciare nulla nel momento stesso in cui ho
iniziato a scrivere. Anzi, posso dire che proprio questa scelta ha mosso tutto
il resto».
Anche i luoghi sono descritti e
localizzati con precisione. E questo è un particolare che non può passare
inosservato, soprattutto agli occhi trentini. «Nella scelta dei luoghi dove
ambientare la storia sono stata rigorosa. Nessuna fantasia concessa ma solo
località conosciute».
E nasce un sorriso. La Valsugana non
viene eletta poi così spesso a meta per weekend romantici. «Esatto! E Veronica
non mancherà di sottolinearlo, sebbene avrà di che ricredersi. In questo punto
della narrazione, diciamo che ha prevalso il cuore: pur essendo cresciuta a
Milano ho trascorso molte stagioni estive a Levico Terme, in
villeggiatura. Ho ricordi bellissimi legati al Trentino, terra che
mi è parsa ideale per accogliere quel fine settimana, così importante per lo
svolgersi della storia e da ricordare».
Un territorio che fa da scenario, un
azzardo, un uomo bello e non solo. In mezzo una donna che imparerà a conoscere
il suo lato più vero e non avrà paura di affrontarlo a viso aperto, dialogando
con la propria femminilità e affilando le armi della seduzione.. Una
ragione per dirti di no ed una per dire di sì alla lettura di un romanzo solare
e sensuale
Emanuela Macrì
Pubblicato su La Voce del
Trentino il 27 luglio 2014

