Ci vuole una vita per costruire un vita. E a volte può
sembrare che non basti neppure. Perché bisogna sapersi fermare, indagare e
indagarsi, guardarsi e scandagliare. Comprendersi è un processo complesso ma
spesso, anzi sempre, un passaggio obbligato verso l’equilibrio. Bisogna sapersi
fermare per decostruire e ripartire da lì per poter continuare
a costruire.
Decostruire che
non significa distruggere. Come spiega Elena vent’anni nemmeno e una storia da
raccontare: la sua, quella di una ragazza lesbica cresciuta nella
provincia di un nord di fine millennio, pronto al futuro ma con riserva, con
una formazione cattolica, un amore per la filosofia, pochi grilli per la testa
e due occhi capaci di guardare il mondo fuori e dentro sé.
Ad un certo punto, però, i conti non sembrano tornare.
C’è una sorgente di sofferenza dentro di lei e un grande bisogno di risposte.
Quelle che sente ripetersi in famiglia, a scuola, ovunque “Una fase, si tratta
di una fase tipica dell’adolescenza” non sono solo insoddisfacenti ma, anche e
soprattutto, sembrano creare ancora più confusione, se possibile, nella sua
testa e nel suo cuore.
“Passerà, non preoccuparti”. E invece no, non passa. E
sono lacrime e sconforto. Fino a quando su un biglietto Elena scrive:
“Ho bisogno di capire chi sono, penso che questo sia il luogo giusto per
farlo”. Fino a quando si apre una porta, si accende una luce e inizia un’altra
fase del percorso.
Una vita per decostruire, edizioni Epsil (2014), è il percorso doloroso ma
imprescindibile di Elena, che cammina tra la sua necessità di comprendersi, la
grande forza nell’affrontare questo viaggio con le poche, pochissime, persone
capaci di prenderla per mano e le tante che, invece, per incapacità o per
superficialità si scrollano la responsabilità di una risposta con la scusa
dell’età.
Elena Lazzari, giovane lo è davvero. Ma questo non
pregiudica la profondità delle sue riflessioni, perché dalle pagine del suo
libro esce chiaro e forte il messaggio della necessità, sua e di chissà quante
altre donne, di uscire dal binario della brava bambina/ragazza/moglie/madre/nonna
per percorrere la propria vita fuori dagli schemi imposti.
Per vivere una vita da sè stesse. Madri. Mogli.
Fidanzate. Lesbiche. Poliamorose. Vedove. Single. Etero o bisessuali. Femmine,
senza compromessi, prescrizioni o discriminazioni. Donne e
persone consapevoli e libere di essere, nella propria pelle, con il proprio
cervello, stomaco e cuore.
Così questo “libro di una di donna per le donne”,
forte di un’interiorità che diventa parola scritta, si rivela adatto ad ogni
persona che, rinunciando al morbo della sciocca e sterile curiosità, sia
disposta a mettere da parte schemi e strutture mentali per un attimo. Per
comprendere, elaborare, ascoltare.
Emanuela Macrì
Pubblicato su La Voce del Trentino
il 26 novembre 2014 http://www.lavocedeltrentino.it/index.php/arte-e-cultura/861-letterature/17420-una-vita-per-decostruire-e-ri-costruire
