giovedì 27 novembre 2014

Una vita per decostruire. Elena Lazzari

Ci vuole una vita per costruire un vita. E a volte può sembrare che non basti neppure. Perché bisogna sapersi fermare, indagare e indagarsi, guardarsi e scandagliare. Comprendersi è un processo complesso ma spesso, anzi sempre, un passaggio obbligato verso l’equilibrio. Bisogna sapersi fermare per decostruire e ripartire da lì per poter continuare a costruire. 

Decostruire che non significa distruggere. Come spiega Elena vent’anni nemmeno e una storia da raccontare: la sua, quella di una ragazza lesbica cresciuta nella provincia di un nord di fine millennio, pronto al futuro ma con riserva, con una formazione cattolica, un amore per la filosofia, pochi grilli per la testa e due occhi capaci di guardare il mondo fuori e dentro sé.

Ad un certo punto, però, i conti non sembrano tornare. C’è una sorgente di sofferenza dentro di lei e un grande bisogno di risposte. Quelle che sente ripetersi in famiglia, a scuola, ovunque “Una fase, si tratta di una fase tipica dell’adolescenza” non sono solo insoddisfacenti ma, anche e soprattutto, sembrano creare ancora più confusione, se possibile, nella sua testa e nel suo cuore.

“Passerà, non preoccuparti”. E invece no, non passa. E sono lacrime e sconforto. Fino a quando su un biglietto Elena scrive: “Ho bisogno di capire chi sono, penso che questo sia il luogo giusto per farlo”. Fino a quando si apre una porta, si accende una luce e inizia un’altra fase del percorso.


Una vita per decostruire, edizioni Epsil (2014), è il percorso doloroso ma imprescindibile di Elena, che cammina tra la sua necessità di comprendersi, la grande forza nell’affrontare questo viaggio con le poche, pochissime, persone capaci di prenderla per mano e le tante che, invece, per incapacità o per superficialità si scrollano la responsabilità di una risposta con la scusa dell’età.

Elena Lazzari, giovane lo è davvero. Ma questo non pregiudica la profondità delle sue riflessioni, perché dalle pagine del suo libro esce chiaro e forte il messaggio della necessità, sua e di chissà quante altre donne, di uscire dal binario della brava bambina/ragazza/moglie/madre/nonna per percorrere la propria vita fuori dagli schemi imposti.

Per vivere una vita da sè stesse. Madri. Mogli. Fidanzate. Lesbiche. Poliamorose. Vedove. Single. Etero o bisessuali. Femmine, senza compromessi, prescrizioni o discriminazioni. Donne e persone consapevoli e libere di essere, nella propria pelle, con il proprio cervello, stomaco e cuore.

Così questo “libro di una di donna per le donne”, forte di un’interiorità che diventa parola scritta, si rivela adatto ad ogni persona che, rinunciando al morbo della sciocca e sterile curiosità, sia disposta a mettere da parte schemi e strutture mentali per un attimo. Per comprendere, elaborare, ascoltare.


Emanuela Macrì