Di cosa abbiamo veramente bisogno, nella
nostra vita? Dell’amore! Almeno secondo l’opinione di Susanne Bier, la regista
danese di Love is all you need (2012).E quale migliore giorno, se non quello che
festeggia tutti gli innamorati, per vedere questo film? A proporlo è la
rassegna “Serate in forma di cinema” presentata nella sua ormai XXVIIIma
edizione da Cineworld Trento, ogni mercoledì e giovedì.
Certo la scelta di abbinare pellicola e
ricorrenza potrebbe risultare banale, ma il ritmo leggero e soave di questa
commedia, per nulla smielata, rende piacevole e vincente questa accoppiata.
Anche perché ad animarsi nella splendida cornice di Sorrento, ci sono
personaggi e tematiche per nulla scontati.
Il motore del racconto è la festa per il
matrimonio di Patrick ed Astrid, organizzata nella villa – residenza estiva del
di lui padre. Appassionati e carichi di giovanile entusiasmo, sono l’esatto
contraltare delle altre relazioni sentimentali che si consumano, e si
infrangono, al cospetto del loro fresco amore.
In tutto questo, il tempo che manca alla
cerimonia viene eletto a narratore delle storie che circondano, e finiranno per
coinvolgere, i due promessi sposi. È uno spazio, in cui regista e sceneggiatore
(Anders Thomas Jensen), con scandita lentezza, iniziano ad innescare le
scintille che accenderanno, poi, il fuoco narrativo.
Un tempo necessario a conoscere i
protagonisti, tanti, di questa storia, che ci presenta l’amore nelle sue
molteplici forme, senza mai scadere nella noia e nell’insipido. Anche perché
sul tavolo viene calato un poker di temi importanti affrontati con una serietà
ed un giudizio capaci di far sorridere e riflettere allo stesso tempo.
Ci fanno ridacchiare i traballanti
equilibri che colorano le due famiglie, ma nello stesso tempo ci fanno pensare
tanto al dolore quanto alla rabbia che sta dietro le loro fragilità. Ci
piacciono gli occhi intelligenti ed il cuore grande di una donna che scopre e
conosce un uomo indurito dagli anni capace, però, di non nascondersi al suo
bisogno di rinascere. Ci piace il modo elegante di raccontarne l’umanità.
Non c’è solo l’amore, quindi, a fare da
padrone di casa in questo film. Ma anche la dimensione temporale, che con
l’amore dialoga e si confronta, quando consuma i sentimenti con il suo
trascorrere, quando non riesce a cancellare i dolori di una storia finita, e
tutte le volte che regala una nuova occasione per vivere.
Sì, c’è davvero molta voglia di vivere e
di respirare la vita dietro a questa storia intensa, dai colori accesi del
Mediterraneo, mescolati al sapore nordico dei suoi protagonisti, che ci
trascina dalla Danimarca ai limoneti di Sorrento e ci fa apprezzare un film che
scorre per forma ed estetica.
Da vedere perché: c’è un dubbio, seminato
con maestria dallo sceneggiatore, che si radica piano piano nello spettatore.
L’attesa dello svelamento è una piacevole sensazione, che troverà puntuale
appagamento.
Emanuela Macrì
Pubblicato su La Voce del Trentino il 16 febbraio 2013
