domenica 17 febbraio 2013

Love is all you need. Di cosa abbiamo bisogno nella nostra vita?

Di cosa abbiamo veramente bisogno, nella nostra vita? Dell’amore! Almeno secondo l’opinione di Susanne Bier, la regista danese di Love is all you need (2012).E quale migliore giorno, se non quello che festeggia tutti gli innamorati, per vedere questo film? A proporlo è la rassegna “Serate in forma di cinema” presentata nella sua ormai XXVIIIma edizione da Cineworld Trento, ogni mercoledì e giovedì.
Certo la scelta di abbinare pellicola e ricorrenza potrebbe risultare banale, ma il ritmo leggero e soave di questa commedia, per nulla smielata, rende piacevole e vincente questa accoppiata. Anche perché ad animarsi nella splendida cornice di Sorrento, ci sono personaggi e tematiche per nulla scontati.
Il motore del racconto è la festa per il matrimonio di Patrick ed Astrid, organizzata nella villa – residenza estiva del di lui padre. Appassionati e carichi di giovanile entusiasmo, sono l’esatto contraltare delle altre relazioni sentimentali che si consumano, e si infrangono, al cospetto del loro fresco amore.
In tutto questo, il tempo che manca alla cerimonia viene eletto a narratore delle storie che circondano, e finiranno per coinvolgere, i due promessi sposi. È uno spazio, in cui regista e sceneggiatore (Anders Thomas Jensen), con scandita lentezza, iniziano ad innescare le scintille che accenderanno, poi, il fuoco narrativo.

Un tempo necessario a conoscere i protagonisti, tanti, di questa storia, che ci presenta l’amore nelle sue molteplici forme, senza mai scadere nella noia e nell’insipido. Anche perché sul tavolo viene calato un poker di temi importanti affrontati con una serietà ed un giudizio capaci di far sorridere e riflettere allo stesso tempo.
Ci fanno ridacchiare i traballanti equilibri che colorano le due famiglie, ma nello stesso tempo ci fanno pensare tanto al dolore quanto alla rabbia che sta dietro le loro fragilità. Ci piacciono gli occhi intelligenti ed il cuore grande di una donna che scopre e conosce un uomo indurito dagli anni capace, però, di non nascondersi al suo bisogno di rinascere. Ci piace il modo elegante di raccontarne l’umanità.
Non c’è solo l’amore, quindi, a fare da padrone di casa in questo film. Ma anche la dimensione temporale, che con l’amore dialoga e si confronta, quando consuma i sentimenti con il suo trascorrere, quando non riesce a cancellare i dolori di una storia finita, e tutte le volte che regala una nuova occasione per vivere.
Sì, c’è davvero molta voglia di vivere e di respirare la vita dietro a questa storia intensa, dai colori accesi del Mediterraneo, mescolati al sapore nordico dei suoi protagonisti, che ci trascina dalla Danimarca ai limoneti di Sorrento e ci fa apprezzare un film che scorre per forma ed estetica.
Da vedere perché: c’è un dubbio, seminato con maestria dallo sceneggiatore, che si radica piano piano nello spettatore. L’attesa dello svelamento è una piacevole sensazione, che troverà puntuale appagamento.
Emanuela Macrì

Pubblicato su La Voce del Trentino il 16 febbraio 2013