venerdì 10 gennaio 2014

L'Arte in divenire. Pippa Bacca

Un vestito da sposa macchiato di sangue e disumanità sembra un ossimoro. Ed invece no. È la cronaca di un viaggio finito in tragedia e di un sogno bruciato sulla strada per Israele. Le storie si sa, non dovrebbero essere narrate dalla fine. Ma in questo caso non può essere altrimenti. 

Pippa Bacca è l’artista trentatreenne che un giorno del 2008 decide di indossare un abito bianco per dare inizio, con l’amica e performer Silvia Moro, ad un progetto coraggioso e denso di significati, prolifico di senso e ricco di simboli. È l’8 marzo quando parte dalla sua Milano. In valigia mette una buona dose di fiducia nell’essere umano e tanta voglia di dimostrare che l’amore, se vuole, può vincere.

L’idea di fondo è semplice: raggiungere Gerusalemme seguendo un percorso attraverso i territori segnati nella storia e nell’anima dalla violenza dei conflitti di cui sono stati teatro. Serbia, Bosnia, Bulgaria, Turchia, Libano e poi Palestina fino ad Israele. A donare singolarità è la modalità di spostamento scelta, ovvero l’autostop, forma eletta per la capacità, unica, di donare unione e senso di comunità, basato sulla fiducia offerta e ricevuta.

Foto fonte web

Spose in Viaggio, è un’opera performativa che si esprime nel suo svolgersi e diviene concreta nel cammino che affronta, anche fisico. È occasione e mescolanza di lingue e culture: Pippa e Silvia, approfitteranno delle soste tra un trasferimento ed un altro per conoscere e dialogare, confrontarsi e mischiarsi alla gente del mondo. Silvia incontra le ricamatrici che lasceranno tracce, concrete, sul suo abito.

Pippa le ostetriche, che omaggia simbolicamente con il rito della “Lavanda dei piedi”, atto di riconoscenza e gratitudine per il lavoro svolto, perché affascinata dalla potenza della nascita quale atto originale e ammantato di magia. L’artista milanese prova una vivace attrazione per la trasformazione insita nel processo di crescita e per la mutazione in genere, che traduce nelle sua arte attraverso un attento lavoro di trasfigurazione della sostanza.

Le piace creare dando nuova forma a materiali esistenti. Una foto, passandole fra le mani dotate di forbici, prende forme nuove e veicola messaggi sempre nuovi. Così una foglia caduta viene restituita al bosco dopo aver assunto forme, vagamente, umane. Nulla che transiti dalle parti di Pippa sarà più il medesimo che era. La sua arte è il divenire.

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Cosa resta, oggi, di Giuseppina Pasqualino di Marineo oltre al ricordo intrecciato al dolore di un macabro destino? Le sue opere che vivacizzano molte mostre ancora in giro per il mondo, uno spettacolo teatrale dal titolo Sono innamorata di Pippa bacca. Chiedimi perché! di Giulia Morello e Laura Jacobbi ed una performance visivo - teatrale, L’alba della sposa innesti-placenta della storia di Pippa Bacca, nata da un testo che vince il premio Lunarte 2012.

Rimane la canzone intitolata Velo da sposa che il gruppo dei Radiodervish le dedica a cinque anni dalla scomparsa. Ed il videoclip della canzone E Se Poi con Malika Ayane di bianco vestita e valigia alla mano. Fotogrammi quale omaggio, alla donna ancor prima che all’artista.

Permane, anche e purtroppo, il ricordo sgomento delle ore in silenzio senza avere notizie sulla sua sorte, dopo il saluto a Silvia e l’arrivederci che diverrà un addio. Uno sgomento che diventa dolore quando, dopo più di dieci giorni, il suo corpo viene trovato dopo nei pressi della città turca di Gebze.

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E se non consolano due manette strette ai polsi ed una condanna con “fine pena mai”, solleva il pensiero di quanto lo spirito che accompagnava il viaggio – performance sia non sia stato soffiato via dalla brutalità, ma sia ormai indelebile come il suo messaggio. E di quanto, più forte della violenza, continui quella missione. Come un seme interrato che, germogliando, sembra dire sì, aveva ragione Pippa. L’amore vince su tutto! 

Emanuela Macrì